Fabrizio De André La ballata del Miché #intervista #fabriziodeandrè
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La ballata del Miché Singolo: La ballata del Miché Data di uscita: 1961 Inserita nell’album Tutto Fabrizio De André. Data di uscita: 1966 Fabrizio De André disse: «Questa canzone è del 1961. È la prima che ho scritto (da solo) e mi ha salvato la pelle; se non l'avessi scritta, probabilmente, invece di diventare un discreto cantautore, sarei diventato un pessimo penalista.» Nell'estate del 1960, Fabrizio compone quella che lui ha sempre considerato la sua prima canzone, La ballata del Miche, in cui è marcata l'influenza della canzone esistenzialista francese. La ballata del Miché è una canzone scritta da Fabrizio De André con l'arrangiamento musicale di Gian Piero Reverberi. Fu pubblicata come singolo, la prima volta nel 1961, come lato B, nel 45 giri La ballata dell'eroe/La ballata del Miché nel 1966 fu inserita nell'album Tutto Fabrizio De André. Accompagnato da toni musicali cari alla malavita parigina e di chiara ispirazione "lebretoniana", il racconto si apre con il ritrovamento del corpo esanime di Miché appeso a un cappio nella sua cella. Il resto della canzone è narrato in analessi e spiega il motivo del suicidio e della detenzione: Miché aveva ucciso chi voleva rubargli la sua Marì, era per questo stato condannato a 20 anni di galera e si è tolto la vita perché non sarebbe riuscito a vivere senza di lei. Alla fine c'è una prolessi: Miché verrà gettato, poiché suicida, nella fossa comune, senza funerale, ma un flebile raggio di luce c'è: «qualcuno una croce col nome e la data su lui pianterà». La canzone, stando al racconto di De André, traeva ispirazione da una storia realmente accaduta: un emigrato a Genova dal sud Italia, Michele Aiello, simbolo del sottoproletariato operaio, emarginato e con difficoltà di inserimento sociale, disperato nel perdere anche la compagna, aveva ucciso il suo contendente ed era stato condannato a vent'anni di carcere. Già si notano i caratteri tipici di De André: tolleranza e rispetto, comprensione, l'implicita denuncia all'inappellabilità della legge . Nel 1966 le sue canzoni uscirono per la prima volta su un padellone a 33 giri, si trattava semplicemente di una raccolta di singole già usciti. Però era una raccolta fantastica: c'erano brani come Amore che vieni amore che vai, La canzone di Marinella, La guerra di Piero, che De Andrè si sarebbe portato dietro per tutta la carriera, e il pubblico con lui. siamo a due anni dal 1968 Ma l'Italia sullo sfondo di queste canzoni è ancora vecchia, molto anni cinquanta. la società è chiusa, classista, provinciale. Studenti e professori sono molto lontani gli uni dagli altri, come i genitori e figli. Il mondo musicale è piccolo e limitato mentre il cinema sta vivendo una stagione favolosa. La RAI è l'unica realtà mediatica, legata a musiche di disimpegno di cultura classica e con regole ferree. Per passare in radio o in tv i musicisti devono superare l'esame di un apposita commissione e le maglie della censura. De André in RAI non passa mai, eppure riesce incredibilmente a trovare un suo pubblico. Lo trova negli studenti più acculturati che cominciano a contestare i modelli didattici e di lì a poco occuperanno l'università: ma sono anche idealisti, generosi, e quando un'alluvione devasta Firenze, all'inizio del 1966, sono i primi ad accorrere a offrirsi come volontari. Quello è il pubblico di De André, assieme ai cultori della canzone d'autore (anche se ancora non va di moda quella parola), gli appassionati che amano Lauzi, Paoli, e quel timido introverso amico di Fabrizio che è Luigi Tenco.
Fabrizio Cristiano De André was an Italian singer-songwriter and the most-prominent cantautore of his time. He is also known as Faber, a nickname given by the friend Paolo Villaggio, as a reference to his liking towards Faber-Castell's pastels and pencils, aside from the assonance with his own name, and also because he was known as "il cantautore degli emarginati" or "il poeta degli sconfitti". His 40-year career reflects his interests in concept albums, literature, poetry, political protest, an...
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